Ha semplicemente ragione Ignazio Abate, che dopo la vittoria del Milan per 3-0 sul Bologna twitta “complimenti a tutti, un applauso speciale a Keisuke… esempio raro di professionalità e serietà”. Ha ragione Abate, e sono i numeri a dimostrarlo.
Centotrentuno. Sono i minuti giocati da Keisuke Honda al Milan nel corso di questa stagione. Il giapponese è rimasto ai margini del progetto per tutto l’anno, senza mai una scenata o una parola fuori posto—non di cui abbia appreso la stampa, almeno.

131′, 7 presenze, 1 rete. Eppure, mai chiamato seriamente in causa, il numero 10 rossonero è stato gettato nella mischia oggi, nella gara più importante del campionato rossonero, ed ha sfoderato una prestazione da professionista. Da persona che a quel progetto di cui non ha fatto mai realmente parte in tutto l’anno ci teneva davvero—anche più di chi di minuti ne ha giocato  parecchi.

Giocate intelligenti, impegno ed una perla su calcio di punizione a coronare la sua grande correttezza: Keisuke Honda non ha le doti per essere uno dei numeri 10 a cui il Milan ci aveva abituato, ma la sua professionalità merita un applauso. Il giapponese saluta San Siro così, con una punizione dritta nell’angolino alla sinistra di Mirante che vale il raddoppio della tranquillità, che per il Milan sigilla l’accesso in Europa.

E allora i minuti saranno stati anche pochi, le parole fuori posto anche meno, la correttezza tanta. Il 30 giugno 2017 Honda si svincolerà dal Milan e vedrà dove proseguirà la sua carriera: oggi, però, merita un doveroso domo arigato dai tifosi rossoneri.