Ci sono state tante cose, negli ultimi anni, non da Milan. E non parliamo di mercati improvvisati a ridosso del 31 agosto, delle dichiarazioni sibilline, dei “siamo a posto così”: quella peggiore di tutte, è stata il Milan lontano dall’Europa. Una squadra che in Europa ha fatto la Storia, che non riesce più a trovare la porta per le competizioni continentali perché semplicemente non è all’altezza, perché ha perso la capacità di progettare. Perché, per qualcuno, andare in Europa League non ne vale la pena.

Domenica, all’alba del nuovo corso rossonero dopo gli ultimi anni non esaltati della proprietà Fininvest, il Milan si è riconquistato sul campo il ritorno in Europa League, che passerà però per il terzo turno preliminare. Vi abbiamo già anticipato le date di questi primissimi impegni del Milan in Europa League nell’approfondimento dedicato.

Vale la pena sottolineare che i rossoneri saranno teste di serie nel sorteggio per i preliminari, in virtù del ranking UEFA che vede l’accumulo di 47.666 punti nelle ultime stagioni, e che vale la 41° posizione nella classifica globale. Significa che, proprio come accade nei sorteggi di UEFA Champions League, il Milan non potrà pescare altre teste di serie—e, quindi, squadre con un punteggio altrettanto alto.

Vale anche la pena sottolineare che, nei suoi anni di assenza dall’Europa, il Milan ha perso ben trenta posizioni nel ranking UEFA. Si piazzano più avanti dei rossoneri, solo per citare qualche nome, la Fiorentina, l’Olympiakos, l’Athletic Bilbao, l’Anderlecht, la Lazio, il Borussia Moenchengladbach, la Roma, il Dnipro, il Fenerbache e lo Sparta Praga.

Speriamo quindi che, già da questo debutto assoluto del Milan in Europa League (i rossoneri hanno partecipato solo alla Coppa UEFA), la squadra di Yonghong Li possa ben figurare, così da migliorare il ranking in vista di un possibile futuro ritorno in Champions League, ambito dalla nuova dirigenza.