Quando il giornalista Pasquale Campopiano, che ha sempre seguito da vicino la vicenda della cessione rossonera, parlò di Huarong, furono tanti i colleghi a vedere la cosa con scetticismo. Qualche tempo dopo, il presidente Yonghong Li fece sapere ai tifosi rossoneri che erano stati raccolti addirittura più soldi del previsto, almeno fino a quando la Cina non decise di scoraggiare l’esportazione dello yuan bloccando gli investimenti della sua moneta all’infuori dei suoi confini. Ecco che i soldi raccolti dal presidente Li rimasero confinati in Cina e si è dovuto ricorrere anche all’aiuto di Elliott.

Dal fronte del Dragone arrivano però ottime notizie: come anticipato da Libero in edicola, la Cina va verso lo sblocco dei capitali, come lascia supporre il fatto che il magnate Jiang Lizhang sia prossimo ad acquisire una quota del Parma (per poi procedere con la maggioranza) e il Crystal Palace.

A fare notizia, però, è la conferma anche da parte di Libero che tra coloro che hanno investito nel Milan di Yonghong Li ci sia anche il gigante Huarong. Dei 520 milioni spesi da Yonghong Li, Huarong ne ha forniti la bellezza di 200. La compagnia, come fatto notare anche dal giornalista Fabrizio Biasin, ha ricavi per 9 miliardi di euro, un utile da 1,8 miliardi. Secondo Tobia di Stefano, è proprio Huarong, dietro le quinte, “il nuovo Papà del Milan”, con il presidente Yonghong Li ad occuparsi della parte pubblica della gestione insieme a David Han Li. Vale anche la pena ricordare che nel CDA del Milan è presente anche Lu Bo, presidente del gigante Haixia Capital, che era stata originariamente indicata tra gli investitori interessati a rilevare il Milan per conto di Yonghong Li.

Le premesse, insomma, ci sono e i soldi per il nuovo Milan dovrebbero essere tutt’altro che un problema: Fassone ha parlato a più riprese di un progetto di espansione molto ambizioso e non possiamo che attendere che la nuova proprietà cinese faccia le sue mosse per riportare il Diavolo dove deve stare.