Mentre nelle prossime ore dovrebbe arrivare l’ufficialità, già ieri abbiamo anticipato che Gennaro Gattuso sarà il nuovo allenatore della Primavera del Milan, al posto di Stefano Nava. Ringhio è stato intercettato dal Corriere della Sera e da Mediaset Premium, a cui ha concesso alcune succose dichiarazioni.

Il ritorno al Milan di Gattuso

“Sono molto soddisfatto della mia scelta” ha dichiarato Rino, “quando ho ricevuto la proposta all’inizio ci ho pensato, ho parlato con Fassone e Mirabelli. Per me non è un passo indietro, è la scelta giusta. Torno in una società gloriosa, che intende tornare ad essere grande. Spero di far migliorare i ragazzi e di trasmettergli senso di appartenenza.”

Non vedo l’ora di partire, ho tantissimo voglia, bisogna pensare solo al presente.” In merito a cosa lo abbia convinto di questa scelta, Gattuso ha spiegato che “la famiglia è importante, ma la scelta è stata fatta perché così sono tornato in un club che vuole tornare grande, la proposta di tornare per allenare la Primavera mi è piaciuta, mi sono gasato.”

“La chiamata di Mirabelli l’ho ricevuta tre settimane fa, me l’ha buttata un po’ lì” ha confidato il centrocampista rossonero. “Mi ha messo in difficoltà perché non me l’aspettavo. Ci siamo visti due o tre volte, poi ieri è venuta fuori la notizia che ho firmato per il Milan.”

Il nuovo progetto Milan

Gattuso crede fermamente nel progetto del nuovo Milan che sta venendo messo in atto: “sicuramente la squadra sarà rafforzata, arriveranno nuovi acquisiti e verrà fatto anche qualcosa sui giovani. Ci penseranno il dottore (Fassone, ndr), mister Montella, io penserò al mio orticello e poi vedremo. Il Milan vuole tornare grande e fare qualcosa di importante.”

Morata è un giocatore di grandissima classe, un bomber, sa far giocare bene la squadra e la butta dentro. Per me è un giocatore interessante, se riesci a fargli indossare la maglia del Milan è un’operazione importante, e per me il Milan ne farà tante, di operazioni importanti.”

Sul ritorno in Europa dei rossoneri

Gattuso non ha dubbi: i risultati vanno di pari passo con la presenza di una società forte alle spalle. Con la gestione di Berlusconi si è dimostrato che contano anche la Storia, il senso di appartenenza e i valori da tramandare, oltre ai soldi. La Juventus è da prendere come esempio, non sembra neanche una squadra italiana, ha una dimensione internazionale. Fa un mercato intelligente, con uno stadio di proprietà. Io spero che vinca a Cardiff, sarebbe fondamentale per il nostro sistema calcio.”

In merito ai festeggiamenti per il raggiunto sesto posto, dopo tre anni, tornare in Europa è un risultato importante, il Milan tornerà a casa. Non era scontato. È stato fatto un buon lavoro, portando a casa anche la supercoppa.”

Sulla sua carriera e i giovani del Milan

Gattuso ha delle fonti d’ispirazione importanti: “mi ispiro a Ancelotti, Lippi e Conte, che sono i miei punti di riferimento, ma in questo lavoro non si può scopiazzare. Non c’è un modello vincente. Col passare del tempo sono diventato più riflessivo, dopo tre anni tra Creta e Pisa passati un po’ borderline. Volevo fare un mio percorso senza che nessuno mi regalasse nulla. A stare a casa sui libri si impara poco, è prendendo legnate sui denti in panchina che si cresce.”

“Il responsabile del settore giovanile è Filippo Galli, io faccio l’allenatore della Primavera, a stretto contatto con la prima squadra perché bisogna giocare con lo stesso modulo per mantenere la stessa identità. Ascolterò i consigli di Montella, è un tecnico molto preparato.”

“Berlusconi era ingombrante, come figura, ma non invadente” ha poi confidato Gattuso. “Zamparini conosce il calcio, ma se perdi una o due partite non ha pazienza e ti caccia subito. Con lui ho discusso per le formazioni. Constantin invece (il presidente del Sion) si metteva alla lavagna per disegnarmi gli schieramenti.”

Un consiglio a Gigio

Gattuso ha anche le idee chiare per il futuro di Donnarumma: Gigio sa che può diventare una bandiera del Milan. In questo momento è molto ricercato. Ha vent’anni e tutta una carriera davanti, penso che farà la scelta migliore. Il mio consiglio è quello di restare al Milan per scrivere la Storia, me lo auguro.