Il procuratore Fulvio Catellani non ha dubbi: certi agenti, il loro modo di agire, sono una pagina nera del calcio. Una pagina che, a suo dire, la precedente amministrazione rossonera ha sposato a pieno—ma ai tifosi non serviva Catellani per notarlo, effettivamente. Intervistato dai microfoni di FOX Sports, l’agente che si è occupato tra gli altri di Francesco Acerbi e di far arrivare in Italia il laziale Milinkovic-Savic, lancia un j’accuse che parla chiaro di come certe cose vanno nel calcio di oggi. E che si ricollega benissimo alla questione del rinnovo di Donnarumma al Milan, essendo il ragazzo rappresentato da Mino Raiola.

Quando gli è stato domandato cos’è che non funziona più, tra i procuratori, Catellani ha spiegato: molti guardano soltanto all’aspetto mediatico e a quello economico. Il procuratore guadagna una piccola percentuale sull’ingaggio annuo, ma il vero business è trasferire un giocatore da un club all’altro. E in questo il “cattivo maestro” è sicuramente Mino Raiola, cioè il prototipo dell’agente che non vorrei mai essere.”



Raiola e il caso Donnarumma

Catellani ha rincarato la dose, parlando specificamente del caso Donnarumma: “la cattiva condotta sta nel prendere giovani campioni, come per esempio Donnarumma, e riempirgli la testa di cose sbagliate. Accanto a questi ragazzi ci vorrebbe qualcuno che sappia cosa significa essere calciatore ad alto livello. Gigio è un bravo ragazzo, mentalmente molto più maturo della sua età, e gioca in un club al quale deve riconoscenza. Un procuratore serio avrebbe il dovere di consigliargli ciò che è il meglio per lui, cioè firmare il rinnovo con il Milan alle cifre giuste per il suo valore e per la sua età. Fare un passo alla volta. Non di certo chiamare l’Inter per offrirgli il ragazzo.”

Quando gli è stato domandato se pensa che Raiola spinga effettivamente per la cessione di Gigio, Catellani ha risposto: “certo. Perlomeno, mi auguro che Raiola, se proprio vuole puntare a un trasferimento faraonico, lo faccia seguendo un percorso di crescita per il ragazzo. Cioè firmare il rinnovo con il Milan, consacrarsi qui definitivamente, e poi eventualmente prendere la decisione migliore per tutti. Dovesse farlo andar via a parametro zero sarebbe da radiare. Prendiamo l’esempio di Balotelli. Mario era ed è un talento pazzesco, oltre che una brava persona. Se fosse stato seguito da un procuratore come si deve avrebbe ottenuto ben altro dalla sua carriera. Il calcio è pieno di giocatori tutto genio e sregolatezza, e questi più di altri andrebbero seguiti da gente che non punta solo a mettergli in testa soldi ed esposizione mediatica.”

I “traffici” dei procuratori e il pupillo di Galliani

Fox Sports ha chiesto conferme a Catellani della possibilità che alcuni agenti acquistino la procura di un giocatore da un altro collega. La pratica effettivamente esiste, trattandosi di un mercato sempre più votato al guadagno: “o si offrono direttamente soldi ai giocatori, regali molto costosi alle loro compagne. Oppure si portano all’interno delle proprie strutture i familiari, il fratello o il padre di turno. C’è da chiedersi da dove arrivano quei soldi: ci sono dei club dietro, o magari addirittura una questione di riciclaggio di denaro? Tu dammi del denaro, e io ti faccio vedere cosa ti posso far fruttare dal trasferimento di un… Roberto Gagliardini, per esempio [assistito da Giuseppe Riso, ndr]. Perché nessuno dice come mai, dopo sei mesi che aveva preso il patentino – a proposito, come l’ha preso? Studiando? – ha avuto il mandato di trattare uno come Carlos Tevez? Perché Giuseppe Riso è un uomo di Adriano Galliani. Ora che Galliani non è più amministratore delegato del Milan, chissà che non vada proprio a fare l’agente, “coprendosi” dietro le spalle di Riso. La posizione che andrà a ricoprire ufficialmente in Fininvest (settore immobiliare, ndr) potrebbe essere anche di pura facciata.”

I parametro zero impresentabili del Milan

Catellani ritiene che il passaggio a nuove proprietà straniere, come nei casi di Milan e Inter, aiuterà a tagliare i ponti con dei personaggi che, ad esempio, andavano a nozze con il vecchio Milan: “sarà un cambiamento per il meglio. Le proprietà straniere avranno meno problemi, secondo me, a tagliare i ponti con certi soggetti e con certe dinamiche: rapporti poco chiari tra dirigenti, agenti, soldi che girano, che vengono fatti rientrare, parametri zero bizzarri alla Senderos e Onyewu… Perché il Milan prende giocatori del genere? Perché l’Inter, quando doveva rinnovare il contratto a Recoba, finiva per mettere sotto contratto anche i Pacheco e i Sorondo? Sono queste le cose che devono cambiare, per il bene di tutto il movimento.”