È quasi difficile spiegarsi come sia possibile che Nikola Kalinic—che sicuramente non era stato acquistato aspettandosi che fosse Andriy Shevchenko, ma un buon attaccante sicuramente sì—possa aver avuto un crollo verticale di questa portata, nella sua stagione d’esordio con il Milan.

Nonostante sia stato spesso il primo nelle gerarchie sia con Vincenzo Montella che con Gennaro Gattuso, l’attaccante che doveva portare sulle spalle il peso della finalizzazione dei rossoneri è praticamente scomparso dopo la doppietta all’esordio con l’Udinese, inanellando prestazioni deludenti, tanto lavoro sporco e poche prestazioni degne di nota—vengono in mente giusto Cagliari e Sassuolo (quest’ultima a San Siro).

I numeri del crollo di Kalinic

A dare un’idea più chiara di quanto le cose siano peggiorate per Kalinic, nel corso di un anno, sono le statistiche fornite dal sito Transfermarkt, che tiene conto anche del minutaggio del giocatore, non delle sole presenze.

I dati che emergono sono che in questa stagione il croato segna un gol ogni 381′, ossia una rete ogni 4,2 partite disputate. In totale, le reti messe a segno sono 5, a cui si affiancano 6 assist stagionali tra Serie A, Europa League e Tim Cup.
Lo scorso anno, Kalinic mise insieme 20 reti e 4 assist, segnando un gol ogni 159,8′: per chi è meno agile con i numeri, significa che segnava un gol ogni due partite, il che è perfettamente in linea con un ottimo attaccante di livello. Sebbene lievemente peggiore, la media era presentabile anche nella precedente stagione, quando Kalinic mise insieme 16 reti e 7 assist, con un gol ogni 200 minuti (poco più che ogni due partite).

Un futuro da decifrare per Kalinic

Rimane ora da capire quale sarà il futuro del croato: dopo la deludente prova con il Napoli, l’attaccante dovrebbe avere una nuova possibilità contro il Torino di Mazzarri, ma i suoi numeri dovranno essere miracolosi, in questi ultimi impegni, per provare a risollevare una stagione andata terribilmente peggio delle aspettative.

Nessuno si aspettava che Kalinic fosse un fenomeno, ma che offrisse qualche certezza sottoporta, questo sì. Il croato ha invece imbucato una stagione totalmente da dimenticare che potrebbe portarlo al divorzio dai rossoneri già la prossima estate. Il pubblico lo ha sempre accolto con un certo scetticismo ed i fischi per il croato, purtroppo, non si sono mai fatti attendere. Una frattura che si potrà ancora risanare a suon di gol nel finale di stagione? Ai posteri l’ardua sentenza.