Non ci crederete mai, ma nella figuraccia di Milan-Benevento, che ha mostrato una squadra rossonera estremamente sterile, incapace in qualsiasi modo di fare male alla squadra di De Zerbi—ossia, ad una delle peggiori difese di tutta Europa—ci sono due aspetti positivi, e riguardano la prossima stagione.

1. Il Milan non può più fare finta che non serva una punta di peso

Con la delusione Kalinic (un po’ annunciata dai tifosi, estremamente scettici sull’arrivo del croato) in casa, il Milan non può permettersi di aspettare che sboccino in continuità André SilvaCutrone. Ecco perché, in vista della prossima stagione, serve una punta di peso, di spessore, di grande personalità, che sappia portare sulle sue spalle il peso dell’attacco. Una punta come la Juventus ha Higuain e Dybala, come l’Inter ha Icardi, come la Roma ha Dzeko, come la Lazio ha Immobile, come il Napoli ha Mertens. Il Milan ha bisogno di un punta che si avvicini ai 20 gol in campionato, considerando che il miglior marcatore in Serie A dei rossoneri è la sorpresa Cutrone, pescato con fortuna dal mazzo e fermo a 7 reti. Kalinic, che doveva tenere in spalla l’attacco, ha segnato 5 volte, André Silva nel suo anno di adattamento in Serie A 2 volte.

Il prossimo calciomercato deve risolvere questo problema. A prescindere dalla sterilità della manovra, il Milan non può prescindere da un attaccante che abbia la cattiveria che serve per fare gol. Senza, si è costretti a sperare in un’invenzione del singolo, considerando quante sono le occasioni divorate a pochi metri dalla linea di porta dalle punte di quest’anno.



2. La coperta è corta, per non dire cortissima

Roma non fu costruita in un giorno e nemmeno il nuovo Milan poteva essere completato in una sola sessione di mercato estivo. Milan-Benevento ha messo ulteriormente a nudo, in caso ce ne fosse bisogno, che la squadra è incompleta nei ricambi, con il risultato che chi sta vivendo un momento di involuzione, come Suso e Bonaventura, praticamente non ha cambi credibili. Così, ieri Cutrone è finito sull’esterno e, in assenza anche dell’infortunato Calhanoglu, il primo subentrante è Borini, non certo un giocatore esaltante, ma un operaio.

Va ancora peggio a Kessie, che i ricambi non li ha avuti per tutto l’anno, mentre sembra tutto a posto per i centrali di difesa, considerando che Bonucci e Romagnoli, ma anche Zapata e Musacchio, quando interpellati, hanno dato grandi garanzie.

Ora, nella prossima sessione, il Milan dovrà comprare alcuni titolari più forti di quelli attuali, relegando magari chi c’è già in panchina, così da allungare la rosa e contemporaneamente rinforzare lo schieramento in campo. Nessuna squadra quest’anno in Serie A ha giocato tante partite quanto il Milan ed avere una squadra così corta sicuramente ha avuto il suo peso.