Mentre qualcuno è impegnato a travisare le parole di Gattuso, a parlare di DS in partenza che poi vengono confermati e così via, arriva da Calcio e Finanza un interessante reportage sui numeri del Milan, che ad un anno dalla partenza del nuovo progetto sotto la guida dell’AD Marco Fassone ha visto aumentare i suoi ricavi commerciali del 15%.

«Siamo al lavoro per rendere i nostri asset più accattivanti su una base internazionale» ha spiegato Lorenzo Giorgetti, Chief Commercial Officer del Diavolo, in un’intervista concessa a Sports Sponsorship Insider.  «I nostri nuovi azionisti stanno aiutando il club a cambiare mentalità, dobbiamo capire che la maggior parte dei fan del Milan è fuori dall’Italia. In molte parti del mondo, AC Milan è un marchio con un’eredità enorme e molti ambasciatori, non solo una semplice squadra di calcio.»



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Lorenzo Giorgetti, Chief Commercial Officer di AC Milan

Il Milan a crescita zero degli ultimi anni di Berlusconi

Uno dei problemi dell’epilogo del grande Milan del presidente Silvio Berlusconi, è stata la sua crescita zero. Mentre le altre grandi realtà europee hanno aumentato in modo siderale i loro ricavi, quelli del Milan sono rimasti identici tra il 2011/2012 e il 2015/2016, dove si è passati da 98,6 milioni a 100,8 milioni. Secondo Giorgetti, tuttavia, si tratta di numeri ottimi da cui partire, se consideriamo che il Milan in quegli anni ha smesso di partecipare alla Champions League, ma non ne ha patito per quanto riguarda i conti.

«Il 2011 ha rappresentato la fine di un lunghissimo ciclo di successo, c’era molto rispetto da parte degli sponsor, alla luce di quanto è stato vinto dalla precedente proprietà nei suoi anni migliori. Tuttavia, il fatto di non aver disputato la Champions League negli ultimi anni non ha avuto alcun impatto per quanto riguarda i ricavi provenienti dagli sponsor» ha spiegato Giorgetti.

Una crescita che viene anche dai tifosi

Nel +15% del Milan, c’è anche l’aumento degli spettatori per le partite rossonere: un pubblico più ampio, sia allo stadio che in televisione, significa maggior visibilità per gli sponsor che decidono di legarsi alla squadra rossonera. In questa stagione, la visibilità degli sponsor ha avuto un aumento tra il 30 e il 35% rispetto alla stagione precedente.

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«A partire da questa stagione, tutto quanto riguarda i nostri accordi di sponsorizzazione sta migliorando: aumenta la copertura, aumenta il nostro pubblico globale, gli indicatori chiave di prestazione si muovono nella giusta direzione» ha aggiunto Giorgetti.

I numeri in cassa del nuovo Milan

Secondo quanto riportato da Calcio e Finanza, sono ventotto i marchi che si sono legati al Milan. Tra questi figurano:

  • Main sponsor: Adidas (19-20 milioni, dal prossimo anno Puma) e Fly Emirates (base di 17 milioni)
  • Major Partner: accordi con Banco BPM, Toyo Tires, SNAI, TIM, Mediaset Premium, TIM, Diesel, Frecciarossa, Nivea, StarCasinò, GI Group. Cifre comprese tra 1 e 2 milioni di euro per ciascun accordo di partnership.
  • Official partner: Aplenwater, AON, Fujitsu, GKFX, Konami (PES 2018), Nilox, Radio 105, RICOH, DXC Technology. Ogni accordo ha un valore tra 500.000 e 1 milione di euro.
  • Regional Partner: per la Cina, Vwin, per circa 500.000 euro.
  • Technical supplier: Frigerio Viaggi, Sixtus, Giorgio Tesi Group, Limonta Sport, Nutrilite, Technogym.

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In futuro, il Milan intende sottoscrivere accordi con nuovi partner che possano ulteriormente rimpolpare i ricavi e che possano anche avere un impatto sui mercati stranieri, che come detto da Giorgetti sono uno degli obiettivi sui quali la società tiene puntati i fari.