Dopo il mancato aumento di capitale del 22 giugno, è apparso evidente che il Milan fosse a un passo da una nuova cessione. Yonghong Li cederà una quota, verosimilmente prima di minoranza e via via a scalare per la maggioranza, dell’AC Milan, lasciando spazio a investitori americani. Facciamo il punto sulle ultime di questa situazione, che dovrebbe sistemare anche la questione del rifinanziamento di Elliott, ora a scadenza il 6 luglio.

I tempi delle trattative

Con il mancato versamento di Li, che appare voluto in vista della cessione, è stato il fondo Elliott a versare i 32 milioni. Significa che il presidente Li è ora inadempiente e che dovrà trovare il modo di restituire buona parte di quanto dovuto al fondo entro il 6 luglio prossimo.



Se, per allora, né Li né il nuovo socio (improbabile) rifinanzieranno Elliott, allora Elliott escuoterà il pegno dato da Yonghong Li per il precedente prestito: il Milan. A quel punto, chi vorrà comprare il club dovrà passare dal fondo, che lo cederà al migliore offerente. Ma ci sono tutti i presupposti perché il Milan venga ceduto prima di quella data.

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Chi vuole il Milan?

Il nome caldo è quello di Thomas Ricketts che, in un comunicato ufficiale dato alla stampa, ha annunciato l’interessamento per l’acquisto del club. Il proprietario dei Chicago Cubs vuole i rossoneri insieme a tutta la sua famiglia, come fatto per la squadra di MLB, anche se sarebbe proprio Thomas l’uomo di riferimento della società. Si tratterebbe di un frontman estremamente popolare (e credibile, che è fondamentale a questo punto) per il club milanista.

La famiglia Ricketts

I Ricketts, che promettono un progetto a lungo termine, sarebbero però indietro nelle trattative rispetto a un altro investitore, per ora sconosciuto in sede di trattativa. Significa che, fino a quando non si apporranno le firme, questo tycoon ha deciso di rimanere ignoto, ma è ovvio che qualora dovesse esserci l’accordo sarà reso noto. Nessun prestanome o figura nebulosa, che è l’ultima cosa di cui il Milan ha bisogno in questo momento.



Sul nome dell’altro investitore, per ora, si possono fare solo delle teorie: il giornalista de Il Sole 24 Ore, Carlo Paolo Festa, ha anticipato che potrebbe essere uno tra:

  • Rocco Commisso, proprietario dei Cosmos di dichiarata fede juventina, ha un patrimonio che supera i $4 miliardi. È un gigante della televisione, patron di Mediacom, e secondo molteplici fonti sarebbe proprio lui l’uomo di Goldman Sachs. Abbiamo approfondito la conoscenza nell’articolo dedicato.
  • Tilman Fertitta, è proprietario dei ristoranti Landrys, con sede a Houston. Ha una patrimonio personale di oltre $4 miliardi e la sua catena vanta 60.000 dipendenti in 35 Stati.
  • Joshua Harris, a sua volta con patrimonio da oltre $4 miliardi a titolo personale, è proprietario della Apollo Global Management, descritta come una delle più grandi compagnie per investimenti alternativi. Possiede anche il 18% del Crystal Palace.
  • La famiglia Dolan, che sembrerebbe quella “meno probabile”. La famiglia conta su patrimoni che superano i $6 miliardi, costruiti sul successo della TV via cavo Cablevision negli Stati Uniti. Sono già proprietari della Madison Square Garden Company e delle squadre annesse: New York Knicks, New York Rangers e New York Liberty. Inoltre, Larry e Paul sono proprietari dei Cleveland Indians.

Non ci è dato sapere chi dei quattro soggetti sia effettivamente quello che, tramite Goldman Sachs, sta trattando con Han Li in queste ore a New York. Secondo il giornalista Pietro Balzano Prota, direttore di Radio Rossonera, le fonti parlano effettivamente di uno di questi nomi per il “mister X” di Goldman Sachs, quindi abbiamo già due fonti che confermano che l’alternativa ai Ricketts è uno di questi nomi.

Non ci sono però conferme su quale dei quattro possa essere il nome. L’investitore, per ora, vuole mantenere la massima riservatezza, anche considerando le cifre e l’importanza della trattativa. Parliamo, insomma, della via opposta rispetto a quella scelta dai Ricketts, che hanno comunicato pubblicato il loro interesse e progetto per il futuro del Milan.

Quando si potrebbe chiudere?

Tutte le parti, secondo quanto fanno emergere i cronisti, sono interessate a chiudere, e tutte ovviamente tirano l’acqua al loro mulino. Il 14 si era ad un passo dalla chiusura con Goldman Sachs, ma Yonghong Li ha preso tempo.

Potremmo arrivare alla chiusura entro metà della prossima settimana, quindi in tempo per la scadenza del rifinanziamento che deve essere versato a Elliott. Se i tempi si allungassero, Li perderebbe il Milan e non potrebbe più trattare la cessione, che diventerebbe materia esclusiva di Elliott, proprietaria del pegno riscosso.



Troppo lungo, non voglio leggere

Per chi non vuole leggere tutti i dettagli, andiamo punto per punto:

  1. Elliott ha versato 32 milioni di aumento di capitale al posto di Li. Deve essere rimborsato entro il 6 luglio o Li non sarà più proprietario del Milan.
  2. Accelerata sul fronte cessione, il rimborso potrebbe essere operato dal socio, che liquiderebbe così il debito con Elliott.
  3. La famiglia Ricketts ha espresso pubblicamente di essere in trattativa per il Milan, ma la sua offerta non sarebbe quella in vantaggio.
  4. Uno tra quattro importanti magnati statunitensi citati da Il Sole 24 ore è l’uomo che sta trattando con il Milan tramite Goldman Sachs per acquistare una quota del club. La trattativa sarebbe quella più vicina a chiudersi.
  5. Ci potrebbero essere novità importanti entro metà settimana prossima, quindi in tempo per evitare che Yonghong Li perda il Milan in favore di Elliott.

Speriamo di aver aiutato i tifosi rossoneri a fare il punto della situazione e rimaniamo, ovviamente, in attesa di novità.