Sono ormai un po’ di anni, fin dai tempi del progetto di Barbara Berlusconi al Portello, che il Milan cerca la sua nuova casa, da condividere con i tifosi. Parliamo di un nuovo stadio che, come dimostrato anche dalla Juventus, è la conditio sine qua non per il ritorno del Milan ai fasti (e ai fatturati) di un tempo.

Lo sa benissimo anche Elliott che, come confermato dal presidente Paolo Scaroni, tiene sott’occhio la questione ed è divisa tra l’idea di lavorare a un ammodernamento di San Siro in collaborazione con l’Inter, oppure a un impianto tutto nuovo. E, se così fosse, il Comune di Sesto San Giovanni ha già risposto presente.

Lo stadio del Milan nelle ex aree Falck

A riportare le dichiarazioni di Roberto Di Stefano, sindaco di Sesto San Giovanni, è il quotidiano Il Giorno, dalle pagine del quale il primo cittadino non ha dubbi: «in un’ottica più internazionale, pensiamo a Londra, l’operazione sarebbe fattibile. La mia amministrazione, come già fatto in passato, avanza la candidatura di Sesto per ospitare una funzione che creerebbe un grande indotto a tutta la città.»

Il Presidente Paolo Scaroni non ha dubbi: le squadre vincono le partite, le società vincono i campionati.

Il sindaco mette anche in evidenza il fatto che lo stadio, come struttura moderna, non è più un impianto che vive solo nei momenti delle partite, ma rappresenta un punto di aggregazione, ritrovo e spesa per i tifosi: «non parliamo più di una grande struttura che vive solo il sabato e la domenica. Uno stadio moderno può rivitalizzare tutta la città e, con le ex Falck in pieno sviluppo, saremmo dei folli a non cogliere questa occasione».

Di Stefano ha anche confermato che aveva già incontrato Marco Fassone della precedente gestione rossonera, proprio per discutere di un’area di circa 200.000 metri quadri che il Milan potrebbe sfruttare per il suo nuovo stadio.

Il Comune di Milano ha di solito parlato dell’area di Rogoredo per il nuovo stadio rossonero, Sesto San Giovanni propone l’area da reinventare delle ex Falck. Ora, la palla passa a Elliott.