Allegri e il destino al Milan: “A marzo si decide la stagione”. La verità sul suo futuro

Allegri parla del momento del Milan, della corsa Champions e del suo futuro: ecco cosa ha detto in conferenza.

La squalifica gli ha impedito di parlare nel dopogara contro il Parma, ma il senso sarebbe stato quello. Max Allegri non è tipo da drammi pubblici, semmai da contabilità privata. E allora il concetto resta semplice: una sconfitta non può cambiare l’obiettivo, che resta il ritorno in Champions League.

Allegri in conferenza stampa
Allegri e il destino al Milan: “A marzo si decide la stagione”. La verità sul suo futuro – milanweb.it

Nel frattempo, però, i numeri girano. Nella sua testa si rincorrono, si sistemano, si adattano agli scenari. Non è il -10 dall’Inter che lo ossessiona. È un altro numero, più concreto: -17. I punti che, secondo i suoi calcoli, mancherebbero per blindare il quarto posto in caso di successo a Cremona. È così che Allegri legge il campionato: non inseguendo chi sta davanti, ma facendo i conti con la soglia minima necessaria per arrivare dove serve.

“A marzo si decide la stagione”: il pensiero di Allegri

Dopo sei mesi senza perdere, tutti abbiamo avuto il contraccolpo, martedì eravamo un po’ tutti rintronati”, ha spiegato l’allenatore. Parole dirette, senza giri. Poi la reazione: “Abbiamo fatto una buona settimana, cercando di pensare poco e correre molto. Prima o poi poteva capitare di scivolare, ora occorre tornare a spingere. È importante tornare alla vittoria”.

Il calendario porta a Cremona nel primo giorno di marzo. E marzo, Allegri lo ripete dall’inizio dell’anno, è il mese spartiacque. “A marzo ci siamo arrivati, e lo abbiamo fatto discretamente bene. Si poteva fare anche qualcosa di meglio. Adesso si decide la stagione, da domani inizia la discesa”. Non è una frase fatta: è la fotografia di un gruppo che ha costruito una base solida ma deve trasformarla in risultato definitivo.

Il riferimento all’Inter è misurato: “L’Inter sta facendo cose ottime e i nostri 54 punti sono quelli che meritiamo”. Nessuna polemica, nessuna fuga in avanti. Si lavora partita dopo partita. Anche quando ci sono quattro diffidati – Rabiot, Fofana, Saelemaekers e Athekame – con il derby all’orizzonte. “Non guardo le diffide, la partita più importante è domani”. Linea chiara.

Il bollettino medico non è secondario. “Gabbia è fuori e non ci sarà, speriamo torni il prima possibile, mentre a Loftus-Cheek hanno rimesso tutti i denti…”. Una battuta che alleggerisce. La notizia migliore riguarda Gimenez: “È in una buona condizione e può darsi che da questa settimana inizi a allenarsi con la squadra. Un bel segnale, un bel recupero”.

Davanti, il tema resta il gol. “Leao e Pulisic insieme? Stanno tutti bene là davanti, non so ancora chi farò giocare. Saranno importanti gli ingressi dalla panchina”. Leao e Fullkrug sono considerati “i due centravanti, con caratteristiche diverse”. L’idea non è fossilizzarsi: le occasioni si creano anche senza appoggiarsi per forza su una punta statica. Rafa, da centravanti, “si è mosso bene, ma tante volte non gli è stata data la palla”. È una lettura tecnica, non una critica.

E poi c’è il tema che aleggia: il suo futuro. Le voci si rincorrono, come sempre accade quando una stagione entra nel vivo. Allegri però non arretra: “Con la società c’è totale sintonia, ci confrontiamo e ci parliamo”. Ammette differenze di vedute – fisiologiche – ma ribadisce di essere “molto contento di essere tornato qui” e di aver iniziato “un lavoro con un gruppo meraviglioso”. Otto anni alla Juventus, cinque al Milan: “Si può fare un percorso importante anche qui”.

Infine il Var. Tema caldo. “Sono uscite delle nuove regole, un bel segnale”. Ma l’avvertimento è netto: le modifiche non devono essere fatte “tanto per farle”. E soprattutto: “Un episodio non può condizionare la partita”. Niente alibi, niente scorciatoie mentali. Se il Milan vuole chiudere davvero il discorso Champions, la strada è quella indicata dal suo allenatore: gestione degli imprevisti e continuità.

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