In ritardo all’allenamento al Milan: “Siamo arrivati quasi alle mani”

Un ritardo all’allenamento e per poco i due non venivano alle mani. E’accaduto al Milan. Ecco i due protagonisti coinvolti

Disciplina, sempre. Questa la pretesa di ogni allenatore nei confronti dei giocatori dentro e fuori dal campo. Sgarrare non è ammesso e le conseguenze per chi lo fa possono essere pesantissime

calciatori riuniti per l'allenamento
In ritardo all’allenamento al Milan: “Siamo arrivati quasi alle mani” – milanweb.it (Foto Ansa)

Chi l’ha disciplina l’ha sempre fatta rispettare ai suoi giocatori è stato Fabio Capello. Numerosi gli aneddoti raccontati a riguardo dall’ex allenatore, ora commentatore su Sky Sport. Tanti i campioni allenati dal tecnico friulano, alcuni dei quali parecchio indisciplinati e non solo tatticamente. Se Dejan Savicevic lo faceva dannare per la sua anarchia tattica, Antonio Cassano e Ronaldo (Il Fenomeno) lo hanno tribolare anche al di fuori dal campo.

Cassano ogni volta, prima di una partita si ordinava le patatine fritte. Era inaccettabile. Mi arrabbiai più con lo chef che con lui. Il termine cassanata lo ho inventato io“, ha raccontato Capello che, invece, di Ronaldo non gradiva la voglia “eccessiva” di fare gruppo invitando troppe volte i compagni di squadra a far festa nella sua villa.

Capello e lo scontro con un campione del Milan: “Venni quasi alle mani”

Di scontri con i suoi giocatori, Fabio Capello ne ha avuti anche al Milan. Scelto a sorpresa dal presidente Berlusconi al posto di Arrigo Sacchi, passato alla Nazionale, Capello eredita un gruppo di campioni che avevano fatto la storia del club tra la fine degli anni ’80 e l’inizio del decennio successivo. Tra questi c’era anche Ruud Gullit con il quale l’ex allenatore ebbe un alterco piuttosto veemente.

Con Gullit sono venuto quasi alle mani, non ricordo se per un ritardo. Sono rigido nel pretendere il rispetto delle regole, ai miei giocatori ho sempre detto di trattare gli inservienti come volevano che i loro genitori venissero trattati dagli altri”, questo il retroscena svelato da Capello sul fuoriclasse olandese che, proprio durante la prima esperienza del tecnico friulano sulla panchina rossonera, ha lasciato il Milan.

Ruud Gullit
Capello e lo scontro con un campione del Milan: “Venni quasi alle mani” – Milanweb.it (Foto Ansa)

Dopo la vittoria del secondo Scudetto con Capello nella stagione 1992-93, Gullit si trasferisce in prestito alla Sampdoria. In un match a Marassi, finito 3-2 per i blucerchiati in rimonta, l’olandese segna il gol della vittoria con una bordata all’incrocio. Gullit esultò in maniera smodata per quella rete. Ruud non aveva affatto gradito il trattamento che gli era stato riservato nella stagione precedente al Milan. “Stavo benissimo e non mi facevano giocare“, questa la frecciata dell’olandese diretta anche a Capello.

Alla fine del prestito, Gullit torna comunque al Milan (e da Capello) per la stagione 1994-95. Vince una Supercoppa proprio in finale con la Sampdoria ma se ne va di nuovo, nella sessione di mercato che all’epoca c’era a novembre. Torna alla Samp con Alessandro Melli in cambio al Milan. Segna 9 gol e, a fine campionato, lascia la Serie A per il Chelsea, club di cui diventerà anche allenatore nel maggio 1996 sostituendo Glenn Hoodle. Nel 1998, gli subentrerà Gianluca Vialli.

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